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Cannavacciuolo Bistrot a Novara: una stella di sostanza

16 Maggio 2019
cannavacciuolo bistrot

Siamo a tre. Tre anni di blog, tre ristoranti stellati Michelin provati. Non potevamo festeggiare più perfettamente il nostro terzo comple-blog, se non andando a pranzo in un ristorante stellato. La scelta è ricaduta sul Cannavacciuolo Bistrot a Novara.

Antonino Cannavacciuolo è personaggio famosissimo anche per chi segue il mondo del food solo di sfuggita. Alla presentazione della guida Michelin 2019, il noto chef è stato assoluto mattatore, portandosi a casa la stella sia col bistrot di Novara sia con quello di Torino.

La brigata di cucina è affidata al giovane chef Vincenzo Manicone, che ha saputo caratterizzare un menù profondamente legato all’impronta di Cannavacciuolo, in cui il mare e i sapori della Campania sono presenti in ogni piatto.

Una location teatrale

Il Cannavacciuolo Bistrot si trova nel pieno centro di Novara, all’interno dello storico teatro Coccia. La sala del bistrot è molto bella, arredata con gusto e valorizzata nei suoi aspetti storici. Anche la mise en place ci è piaciuta particolarmente, soprattutto i piatti con la mano, rimando alle famose pacche dello chef Cannavacciuolo.

sala ristorante cannavacciuolo bistrot

Si alzi il sipario

Il nostro menù da cinque portate si apre con una serie di stuzzicanti amuse bouche che, come un coro del teatro classico, annunciano l’arrivo dei protagonisti.

Il primo piatto ad entrare in scena è il crudo di ricciola su letto di papaya, cipollotto e sesamo. Fresco, calibrato e perfetto per l’ouverture. Un antipasto che unisce il Mediterraneo ai Caraibi con un punta di Giappone.

ricciola e papaya di vincenzo manicone

Il primo atto del nostro pranzo teatrale vede in scena il risotto, prodotto simbolo del novarese, sapientemente vestito con sapori del mare e della Campania. Burro di acciughe, polveri di capperi e limone, e ricci di mare sono una danza sulla spiaggia baciata da sole, la rappresentazione più forte del legame tra Piemonte e Campania di Cannavacciuolo.

risotto alle acciughe cannavacciuolo bistrot

Per il secondo atto si rimane su un primo, ma si scende completamente al sud, per un elogio della tradizione partenopea e non solo. I cavatelli di grano arso con moscardini alla Luciana, mollica fritta di aglio orsino, spuma di aglio nero e lattuga fritta sono un vivido esempio di carattere forte. Un poderoso canto che scalda il cuore e accenda le papille gustative.

cavatelli di grano arso con moscardini alla luciana

Nella tragedia shakespeariana, il terzo atto corrisponde al turning point della vicenda. Per noi, il terzo piatto è il punto più alto del menù in climax ascendente. Il morone con latte di cocco e mozzarella di bufala, accompagnato da un cannolo di melanzana ripiena strappa applausi a scena aperta.

morone con latte di cocco e mozzarella di bufala

Chef Manicone riserva per l’uscita di scena il suo piatto più audace. Gianduia ed olivello spinoso sono perfettamente bilanciati. Un dolce dalla spinta acidula, che vuole stupire il proprio pubblico con un bellissimo abito di scena e un sapore folgorante.

dolce con olivello spinoso

Gli applausi per l’opera sono accompagnati da un vassoio di piccola pasticceria, in cui la sfogliatella ripiena di crema chantilly recita la parte della regina.

piccola pasticceria cannavacciuolo bistrot

Prezzi e considerazioni su
CANNAVACCIUOLO BISTROT

L’esperienza al bistrot di Antonino è promossa su tutti i fronti. Il menù sipario costa 75 €, che con tutti gli amuse-bouche, pre e post dessert rendono il conto ancora più lieve. Le porzioni sono anche relativamente abbondanti per lo standard del ristorante, siamo usciti ben sazi.

La carta dei vini è ampia, offre soluzioni per tutte le tasche e valide proposte al calice. Da lodare il passito spagnolo Don Pedro Ximenez con cui abbiamo accompagnato il dolce, molto vicino ad uno sherry e caratterizzato da un bouquet di profumi di frutta secca e caramello straordinari.

Al Cannavacciuolo Bistrot di Vincenzo Manicone va in scena uno spettacolo gradevole sotto ogni punto di vista, come un’opera teatrale che non stanca mai e convince sempre pubblico e critica.

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