MILANO DA MANGIARE

Il Gioco di 28 Posti per il FuoriSalone

25 aprile 2018
28 posti milano

“Oggi vi chiederemo di aiutarci in questo GIOCO, perché lo chef Marco Ambrosino ha creato un menù speciale per il FuoriSalone in modo da giocare con i suoi ospiti”. Sono le parole che ci hanno accolto al nostro pranzo di design da 28 Posti a Milano che, per il FuoriSalone, ha decisamente giocato oltre i limiti dell’immaginazione.

28 POSTI: UN BISTROT D’AVANGUARDIA

28 posti è, come fa intendere il nome, un piccolo ristorante situato in via Corsico, a due passi dal Naviglio Grande. Una via bellissima, in una delle zone più belle di Milano. Il locale è altrettanto bello, con mobili di recupero, tanto legno e bianco a dominare la scena. L’ambiente è molto intimo e caloroso, ogni commensale ha il suo spazio, anche se tutto il locale è racchiuso in, appunto, soli 28 posti.

28 posti bistrot milano

Marco Ambrosino è un talento della cucina italiana. Giovanissimo, ma con un background che lo ha portato anche al NOMA di Renè Redzepi, lo chef Ambrosino è un visionario, un genio che vuole scombinare gli equilibri classici della cucina. Azzarda, gioca, sperimenta, il tutto usando ingredienti non comuni.

Insieme al designer Odo Fioravanti, lo chef ha creato un menù speciale per il FuoriSalone, in cui ogni piatto è un’opera d’arte. Il contributo del designer Fioravanti è evidente in ognuna delle portate, soprattutto nelle macchine che hanno permesso di giocare con gli ingredienti.

IL GIOCO DI 28 POSTI

La curiosità è tanta quando ci sediamo al tavolo. Siamo curiosi di provare ciò che ci attende. Veniamo accolti da un servizio gentilissimo e molto preparato. Siamo decisamente pronti a giocare.

“Climax” ci dispone nel mood giusto. Tanto bella la presentazione quanto buoni gli ingredienti. Dal basso verso l’alto: melone invernale ed erbe in conserva; soncino, miso e funghi; macaron alle acciughe. Tre finger food spettacolari. Ci sono tutte le componenti di antipasti classici (melone, insalata e acciughe), ma scomposte, ricreate in tre versioni moderne ed estremizzate con l’abbinamento di prodotti insoliti. Semplicemente l’inizio migliore del nostro gioco.

28 posti milano

La seconda portata è l’architettura fatta piatto. “Imbuto” è un filetto di sgombro con fragole sottaceto, crema di aglio nero e, da versare tramite l’imbuto, un olio al dragoncello. Geniale, stappare il tappo dell’imbuto e lasciar scendere l’olio aromatizzato, per completare il piatto. In questa portata ci viene regalata la possibilità unica di poter essere, anche noi, artefici finali del nostro piatto facendoci giocare con la creatività.

28 posti

Il piatto principe del menù. “La pasta al pomodoro” che non è una pasta al pomodoro. Lo chef di 28 posti si è sbizzarrito con questo piatto, come se un cliente lo avesse messo con le spalle al muro, chiedendogli una pasta al pomodoro, ma senza usare il pomodoro. Spaghetti, conserva di lamponi, perilla e yogurt fermentato. Pensate che piatto si è andato ad inventare lo chef. La conserva di lamponi colora gli spaghetti e richiama l’acidulino del pomodoro, lo yogurt fermentato è sapido al palato, come il parmigiano nella classica pasta, ed, infine la perilla è un basilico giapponese, profumato come uno nostrano. Un piatto di una creatività impressionante! Complimenti davvero!

28 posti

È il momento di guardarsi allo “specchio”, di vedere il proprio piatto riflesso e, magicamente, scoprire che dietro allo specchio c’è un altro piatto. Lo chef gioca con pesce e carne in questo piatto, proponendo da una parte il diaframma con fave ed erbe e, dall’altra, un cefalo in carpione di sedano. Piatto spaziale, perfettamente bilanciato, è un ossimoro che si guarda allo specchio e si sdoppia nella sua bontà.

28 posti

28 posti

Il pre-dessert che ci avvia alla conclusione del nostro pasto è un dolce augurio. Un sorbetto allo shio, un basilico giapponese, sale ed olio all’alloro. Particolarissimo, frizzante e insolito.

28 posti

Il dolce è il piatto che abbiamo amato di più. “Piatto vuoto“, un nome provocatorio che allude alla diceria della scarsa quantità di cibo servita in ristoranti come 28 posti. Lo chef Ambrosino, coadiuvato dal designer Odo Fioravanti, ha ben pensato di realizzare una presentazione vuota. Ma basta girare il piatto per gustare una meraviglia per le papille gustative. Un dolce golosissisimo, fresco e realizzato con soli tre ingredienti: yogurt, finocchio e sambuco. Se non è un genio della cucina uno chef che riesce a realizzare un dessert così buono con solo questi tre ingredienti, non so cosa sia un genio.

Chiudiamo il nostro bellissimo, e buonissimo, pranzo con la “piccola pasticceria a stendere”, un ricordo nelle forme e nei colori della biancheria stesa ad asciugare al sole. Una chiusura sorridente, perfettamente in sintonia con il bel gioco del menù.

28 posti

VOGLIAMO RIFARLO QUESTO GIOCO!

Il menù speciale di 28 posti costava 60 €. Normalmente i prezzi del menù degustazione, in base al numero di portate, si aggirano su una somma simile. Ottimi anche i due vini emiliani con cui abbiamo accompagnato il pranzo, specialmente il passito. Da 28 posti non manca una scelta di pane che viene portata in tavola con grande riguardo. Pani diversi, che arrivano in corrispondenza dei piatti a cui meglio si abbinano o accompagnati da prodotti speciali, come il burro affumicato alle cipolle.

Dobbiamo ringraziare il FuoriSalone per averci fatto conoscere la cucina fantasiosa e giocosa dello chef Ambrosino, ma adesso state pur certi che seguiremo attentamente il percorso dello chef per scoprire quali altre sorprese ci riserverà la sua mente creativa.

28 posti bistrot

You Might Also Like

No Comments

La tua opinione è importante

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: