EUROPA, IN VIAGGIO CON LA FORCHETTA

Pomerol in bicicletta tra vigneti e chateaux

25 Ottobre 2019
pomerol in bicicletta

Vigneti che si estendono a perdita d’occhio, una strada li attraversa accarezzando silenziosa le viti. Sopra la linea dell’orizzonte svettano maestosi gli chateaux. Questo è il meraviglioso paesaggio del Pomerol, il vanto della regione vinicola bordolese. Scoprire il Pomerol in bicicletta vi avvicinerà all’essenza della cultura enologica francese.

Il Pomerol

La regione intorno a Bordeaux è la più estesa zona vinicola del mondo che, a sua volta, si divide in molte sub-regioni. Il Pomerol è la più piccola di esse con soli 800 ettari di vigna totali.

Si trova sulla riva destra della Dordogna, la terra dei grandi rossi. È vicino di casa di Saint-Emilion, ha dei terreni prevalentemente argillosi e ricchi di piccoli sassi che favoriscono le uve Merlot, il cepage regale della regione.

La dimensione minuta è direttamente proporzionale ai prezzi, che qui raggiungono cifre stellari per i Premier Cru, i vini top di gamma degli chateaux più famosi. La classificazione dei domini è serissima in Francia e comporta delle impennate dei prezzi da capogiro.

Spesso sentiamo parlare di vino Bordeaux, ma in realtà si tratta di una facilitazione per indicare i vini provenienti dalla regione. Ogni micro-regione ha la sua denominazione AOC che ne caratterizza la qualità e l’importanza. Il vino che viene appellato come Bordeaux è quello che non raggiunge il livello qualitativo necessario per l’appellazione AOC e viene quindi declassificato ad un nome generico.

vigneti del pomerol

La nostra giornata in bici nel Pomerol

Rispetto alla nostra base di partenza a sud di Bordeaux, il Pomerol dista una buona oretta in auto. Giunti di buon mattino a Libourne, abbiamo fatto una piccola spesa al mercato e poi siamo partiti in bici tra i vigneti.

La strada è emozionante e rilassante. Pedalando lentamente nello splendore delle vigne mature si può inspirare la magia sospesa nel tempo del vino. Il profumo nell’aria è inebriante e gli scorci che si scoprono ad ogni curva o ad ogni apertura dei filari sono da cartolina.

I castelli vinicoli sono molti, vi consigliamo di sceglierne un paio o tre al massimo da visitare. Considerate che in ognuno avrete una degustazione e che la visita occupa almeno un’ora di tempo. Noi, con due visite e pedalando con molta calma per crearci un bel photobook, ci abbiamo impiegato una bella mezza-giornata.

pomerol

Il primo castello che abbiamo visitato è lo Chateau de Sales, un’antichissima dimora di famiglia risalente al XV secolo. Pensate che ancora oggi è abitata dai discendenti (arrivati alla diciassettesima generazione) dei primi proprietari. Oltre a scoprire la tenuta e degustare i loro vini, abbiamo anche avuto l’onore di conoscere la duchessa della tenuta, che si è molto divertita a scambiare quattro chiacchiere con noi.

Abbiamo poi proseguito la nostra tranquilla pedalata tra i filari, fermandoci ammaliati da alcuni imponenti castelli. La gamma delle esperienze che si possono fare in queste tenute è molto varia: si va dalla semplice degustazione alle cene, in alcuni si possono passare delle giornate in vigna e, in altri, soggiornare. La regione di Bordeaux offre la definizione più vera di turismo eno-gastronomico.

Lo Chateau Beauregard

Il Beauregard, di tutto il nostro viaggio a Bordeaux, è probabilmente il castello più bello e regale che abbiamo visto. Si trova in uno dei punti migliori del Pomerol, dove la lieve differenza dei terreni regala delle uve eccezionali.

Veniamo accolti dalla nostra preparatissima guida che, prima di tutto, ci guida nella dimora. Il Beauregard viene fondato dai Cavalieri Ospitalieri nell’XI secolo, che donano la croce templare simbolo del castello. Diventa, nel corso del medioevo, un ricovero per pellegrini diretti a Santiago de Compostela per la via francese.

chateau beauregard

Oggi l’edificio principale è stato completamente restaurato, mantenendo il più possibile la struttura originale. Ci sono 5 magnifiche stanze nelle quali pernottare, per poi svegliarsi a contatto diretto con la natura. Organizzano anche cene e degustazioni guidate.

Nel XVIII secolo i nuovi proprietari cominciano a produrre vino, per poi migliorare sempre di più la qualità. Sui 17 ettari di vigna si coltiva specialmente il Merlot, seguito da Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon (le tre uve costituiscono il taglio bordolese).

La visita in vigna ci permette di osservare le differenze di suolo (più piccoli sassi argillosi per le uve che andranno a comporre lo Chateau Beauregard, il top di gamma; più ghiaia e sabbia per il Benjamin, il secondo vino della tenuta), di assaggiare l’uva per capirne il grado di maturazione e, grazie alla nostra guida, impariamo meglio l’esposizione e il micro-clima della regione.

Passiamo poi nelle sale di vinificazione, ad altissima tecnologia. La filosofia di Beauregard è improntata alla massima qualità, anche a discapito di un 20% della produzione. Già dalla vigna vengono selezionati solo i chicchi più maturi, colti rigorosamente a mano, che poi vengono passati nei vari macchinari, fino ad uno scanner ottico che elimina gli acini che non corrispondono ai criteri di eccellenza.

Il mosto viene poi fatto fermentare in grandi silos di cemento, che naturalmente mantengono una temperatura ideale per il vino. Qui avviene il processo di fermentazione, seguito scrupolosamente dal team enologico.

silos di fermentazione

Seguente a questa fase avviene l’invecchiamento in barrique, che è prassi per ogni vino di Bordeaux. Sul mondo delle botti ci sarebbe da scrivere un articolo intero. Ogni castello fa confezionare a mano dai vari artigiani le sue botti, ognuna con caratteristiche diverse. Annualmente si introducono le botti nuove, che sostituiscono le botti vecchie di tre anni. La rotazione delle botti è fondamentale per regalare al vino la sua gamma completa di aromi.

Nelle botti c’è solo il 100% di un vitigno, solo prima di andare in bottiglia si effettua il coupage, cercando le percentuali più idonee ad ottenere il miglior vino possibile.

visita al beauregard

I vini del Pomerol riposano per almeno quattro anni prima di poter essere bevuti, dopo altri cinque-sei anni raggiungono l’apice, ma il loro potentiel de gard è di 30-40 anni buoni.

La fase finale è la degustazione, per il quale ci vengono sottoposti tre vini. È impressionante notare quante differenze ci possano essere tra annate diverse. Le annate recenti, 2014-2015 e soprattutto 2016, sono state eccezionali per la regione. Abbiamo bevuto il Chateau de Beauregard 2015 che, seppur ancora giovane, ha già i crismi di un vino fenomenale, che ci toccherà ovviamente tornare a provare nel 2022 o giù di li.

vini chateau beauregard

Consigli pratici per girare il Pomerol in bicicletta

Anche per via della sua breve estensione, la bici è il metodo migliore per godere della regione. La cartellonistica è a livelli stratosferici, potreste benissimo non usare Maps o Waze e arrivare comunque a destinazione. Le strade sono in ottimo stato, il traffico è ridotto e il percorso ciclabile è quasi totalmente in piano.

Le biciclette le potete noleggiare gratuitamente a Libourne, il centro principale del Pomerol. Una gradevole cittadina, con un bel mercato coperto dove acquistare pane e un buon formaggio da portarvi in pedalata.

Contattate l’ufficio del turismo per informazioni, vi gireranno un link a cui registrarsi e che vi permetterà di prenotare le biciclette in una delle varie stazioni cittadine. Essendo i cicli di proprietà comunale, ad ogni stazione corrisponde il luogo di ritiro delle chiavi (ad es: noi le abbiamo selezionate presso la stazione di polizia e dunque siamo dovuti entrare nel commissariato per il ritiro chiavi. Una procedura un po’ macchinosa che, via mail, non ci era stata comunicata e che abbiamo scoperto solo in loco).

Per quanto riguarda la visita dei castelli, la maggior parte sono visitabili previa una mail di appuntamento nella quale vi comunicheranno orari e costi.

pomerol in bicicletta

Per qualunque domanda, ulteriori consigli o chiarimenti su Bordeaux e le sue regioni vinicole non esitate a scriverci nei commenti o contattarci via mail o su Facebook.

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