Mangiare a Milano, Ristoranti

Ristoranti chiusi a Milano: panoramica aggiornata

18 Febbraio 2020
ristoranti chiusi a milano

Da quando abbiamo aperto Spignattando nel 2016, ci siamo sempre occupati di ristoranti milanesi. Purtroppo, nel corso degli anni tanti locali in cui siamo stati hanno chiuso i battenti. Con questo articolo sui ristoranti chiusi a Milano vogliamo segnalarvi quei locali di cui abbiamo trattato e che ora sono chiusi definitivamente.

L’elenco dei ristoranti chiusi a Milano sarà sempre aggiornato e, affianco ad ogni locale, indicheremo che tipo di cucina proponeva e la data indicativa in cui ha cessato l’attività.

Se volete info su un ristorante o un locale che non trovate in elenco e pensate sia chiuso, contattateci via social e vi sapremo fornire maggiori informazioni.

I ristoranti chiusi per Covid (da marzo 2020)

Talea: il cocktail bar sperimentale di Filippo Sisti era uno dei luoghi migliori della Milano da Bere. La categoria dei locali serali e notturni è stata sicuramente la più colpita dai vari lockdown e nemmeno un peso massimo del calibro di Sisti è riuscito ad uscirne indenne. Chiuso a novembre 2020.

Valhalla: una delle aperture più convincenti del 2019, con alla base una proposta di carne alla griglia declinata alla vichinga, ha ceduto il trono di Asgard ad una nuova gestione, di cui però non si conoscono ancora i progetti futuri. Chiuso ad ottobre 2020.

Lume: lo chef stellato Luigi Taglienti aveva adombrato la sua presenza sotto la Madoninna già all’inizio dell’estate, spostandosi nella sua Liguria per un progetto temporaneo. Le saracinesche si sono abbassate completamente con l’arrivo dei primi freddi, che privano Milano di uno dei suoi stellati più glam. Chiuso ad ottobre 2020

La Mantia: la chiusura dello chef siciliano è una di quelle che ha fatto più rumore. Gli ampi spazi in via Risorgimento era semplicemente impensabili per la nuova vita che stiamo tutti affrontando. Il canone di locazione enorme ha portato lo chef a chiudere il contratto e guardarsi intorno alla ricerca di una nuova location. Chiuso a settembre 2020.

Briscola: non si tratta di una vera e propria chiusura, quanto piuttosto di un forte riassestamento societario. Prima della pandemia Briscola era una delle pizzerie più in crescita, con continue nuove aperture in città, mentre ora alcuni store (quello di Isola, di Corso Garibaldi e di Pier della Francesca) sono stati chiusi. A noi la pizza non aveva convinto granché, bella l’idea dei pizzini da dividere, ma l’impasto era troppo pesante. Modifiche da settembre 2020.

Sushi B: nel cuore di Brera si era fatto apprezzare per una raffinata cucina giapponese. Con il primo lockdown ha chiuso le porte per, purtroppo, non riaprirle mai più. Chiuso a maggio 2020.

Walden Cafè: il primo della triste lista è il caffè letterario Walden in Ticinese, un luogo di aggregazione e socialità anticonformista, con un occhio di riguardo all’ecologia. Chiuso a maggio 2020.

I ristoranti chiusi a Milano che abbiamo provato

Grezzo Raw Chocolate: un’ottima insegna, unica in città per la proposta di pasticceria vegana crudista, non ha superato il duro periodo di restrizioni. La pasticceria è comunque ancora attiva nelle sue due sedi originali di Roma. Chiusa ad aprile 2021.

Di Viole di Liquirizia: questa rubrica fa male all’anima. La pasticceria più graziosa di Brera era in assoluto uno dei nostri posti del cuore di Milano, un angolo di relax in cui gustare i migliori cupcake di Milano. Il locale ha chiuso, ma la pasticcera sta continuando la sua attività online. Chiusa a febbraio 2021.

Thai Gallery: era il nostro ristorante preferito di cucina tailandese. Ambiente molto carino, cucina ottima, prezzi onesti sotto i grattacieli di Porta Nuova. Ci mancherà sicuramente gustare il loro curry e il loro pad thai. Chiuso a dicembre 2020.

Nordic Grill: era una delle steakhouse migliori di Milano, vicino all’università Cattolica, con interni in legno e ottima cucina ispirata ai piatti della cucina nordica. Da mesi non ci sono aggiornamenti sulle pagine social. Chiusa ad aprile 2020.

Vita Italian Burger: a Milano le novità hanno sempre fatto molto clamore, soprattutto se sono colorate e perfette per essere immortalate su Instagram. L’arrivo di Vita Burger, che proponeva dei burger vegani dai nomi ispirati a personaggi storici, era stato molto apprezzato, ma l’incombere, proprio davanti al locale, di lavori stradali che sono perdurati troppo, ha completamente oscurato le possibilità di successo di questo brando. Chiuso a marzo 2020.

Pokeia: tra i tantissimi pokè aperti a Milano, Pokeia è l’unico che abbiamo provato, merito della partecipazione di Flavio Angiolillo (deus ex machina di MaG e altri locali di grido) al progetto. Il cibo e la location erano ottimi, ma probabilmente il trend del poke sta cominciando a sgonfiarsi in città. Chiuso a febbraio 2020.

Ten Grams: ristorantino in Brera che proponeva una formula fast dedicata al tartufo. Piatti ben cucinati a prezzi intriganti, ma purtroppo non ha mai fatto breccia nel cuore dei milanesi. Chiuso a gennaio 2020.

The Fisherman: il capostipite da cui è partito il progetto Fisherman Pasta, che a breve raddoppierà. In questo locale la proposta era articolata sulle michette con pesce fresco dai nomi dedicati a Milano. Visto il successo del fratello piccolo, probabilmente la proprietà ha voluto concentrarsi sull’espansione dell’accoppiata pasta-pesce fresco. Chiuso a dicembre 2019.

Babek: bruttissimo colpo per noi. Adoravamo Babek, i cui kebab italiani abbinati alle panelle e ad altri frittini siciliani erano davvero buonissimi. Il locale aveva ottenuto anche degli importanti riconoscimenti da guide del settore, che purtroppo non l’hanno salvato dalla chiusura. Chiuso ad agosto 2019.

Pisacco: di proprietà dello chef Andrea Berton e guidato dal talentuoso Andrea Asoli in cucina, Pisacco era un bistrot dalla cucina molto solida e dall’ambiente raffinato. Dinamiche societarie interne al gruppo hanno portato alla chiusura di questo ristorante. Chiuso ad aprile 2019.

Sikelaia: avevamo gustato una cena sublime in questo elegante ristorante in Porta Nuova guidato dal giovane chef Federico La Paglia. Forse il canone di locazione alto per un locale che contava su una metratura davvero importante ne hanno forzato la chiusura. Chiuso a febbraio 2019.

Polpa Burger: agli albori del blog avevamo provato molte hamburgerie milanesi e Polpa era stata una delle più convincenti: ingredienti italiani e ambiente da trattoria ne facevano un’alternativa curiosa. I panini erano buoni, ma la concorrenza in città è sempre stata spietata e il gruppo a capo di Polpa ha preferito puntare su altri asset. Chiuso a novembre 2018.

Hoppy Fish: botta al cuore. Adoravamo Hoppy Fish nel sue abbinate sfizi di pesce e ottima selezione di birra. Locale piccolino gestito da ragazzi simpatici e dal gran cuore. Ci siamo rimasti molto male. Chiuso a settembre 2018.

Mantra Raw Vegan: era il riferimento per la cucina vegano-crudista di Milano. Quando andammo a provarlo non ci aveva convinto tantissimo e ricordiamo bene come l’atmosfera fosse molto sommessa. Chiuso a settembre 2018.

Dad’s Deli: Il pastrami era il re di questo locale in Cinque Giornate. Forse un timing sfortunato ha precluso il successo a Dad’s Deli, poiché ora la stessa zona è pullulante di interessanti aperture. Chiuso a luglio 2018.

Spencer Smoked Soul: ha avuto una vita molto breve, solo pochi mesi di apertura in una zona forse poco fortunata (dietro l’università Bocconi). La proposta era sulla carne affumicata. Chiuso a settembre 2017.

The Boidem: è il primo ristorante provato che abbiamo visto chiudere. Era stato ospite anche del programma 4 Ristoranti condotto da Alessandro Borghese e proponeva un’ottima cucina israeliana. Peccato che si trovasse in una via davvero poco frequentata. Chiuso a gennaio 2017.

I ristoranti chiusi che volevamo provare

Vun by Andrea Aprea: il ristorante bistellato dello chef Aprea chiude i battenti per la nuova avventura da solista dello chef pugliese. Situato all’interno del prestigioso Park Hyatt, il Vun era uno dei ristoranti più attraenti di Milano, grazie al prestigio delle stelle Michelin e alla centralissima location in Galleria Vittorio Emanuele. Chiuso a maggio 2021.

I Tre Cristi: la proprietà, improvvisamente, ha spento i fornelli della cucina di Franco Aliberti che, siamo sicuri, presto riprenderà l’attività in uno spazio tutto suo. Chiuso a gennaio 2020.

La Patisserie des Reves: l’ultima chiusura di un flagello che colpisce le pasticcerie francesi a Milano (chiuse anche Le Vrai, Atelier du Pain, il flagship store Delifrance, Ladurèe, L’Eclair de Genie), che sembrano non riuscire a sfondare nelle preferenze dei milanesi. Chiusa a dicembre 2019.

Gnoko On the Road: all’inizio di Spignattando eravamo assidui frequentatori degli street food festival e Gnoko lo ricordiamo come uno dei truck più affollati. Purtroppo l’avventura in pianta stabile, per lui come per altri ex-trucker (ma non per tutti fortunatamente), non è stata foriera di successi. Chiuso ad ottobre 2019.

Forno Collettivo: una delle chiusure più rumorose, anche perché arrivata dopo una partenza fantastica e un continuo successo di critica. Sembra che il vicinato abbia fatto pressione per la chiusura dell’attività. Chiuso a settembre 2019.

That’s Bakery: si è parlato tanto della crisi di California Bakery, ma la pasticceria made in USA non vive un gran momento a Milano. Questa bakery in via Vigevano era ottima e molto frequentata, peccato. Chiuso a maggio 2019.

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