EVENTI CULINARI

Taste of Milano 2018: e sono quattro!

15 maggio 2018
taste of milano 2018

Il Taste of Milano 2018 è la quarta edizione del Taste a cui abbiamo partecipato. L’evento di cucina a cui siamo più legati ci offre ogni anno l’opportunità di scoprire il palcoscenico dell’alta cucina milanese, tra stelle affermate e giovani promesse. Questo Taste of Milano 2018 è stato più consapevole e ragionato, ma emozionante come sempre.

Soprattutto è stato un Taste molto dolce, perché non avevamo mai provato quattro dessert. Le proposte, anche di questa edizione, erano tutte molto interessanti. Abbiamo messo sui nostri radar almeno tre nuovi ristoranti milanesi e riprovato i piatti di grandi chef di cui non ci stancheremo mai.

Durante l’anno abbiamo fatto alcune esperienze culinarie di alto livello, che hanno sicuramente contribuito a formare il nostro gusto in maniera più evoluta. Sul blog vi abbiamo raccontato di Pisacco e 28 posti, presto vi racconteremo del romano Bistrot 64, e su Instagram vi abbiamo mostrato le nostre cene da Sikelaia ed Erba Brusca.

Ognuno di questi ristoranti è un tassello importante della nostra formazione culinaria e il Taste of Milano, rimane sempre una tappa fondamentale per imparare ancora di più.

BERTON

Andrea Berton è un’istituzione dell’alta cucina milanese. Per noi è un po’ il padrone di casa, perché il suo ristorante è proprio sopra allo spazio del The Mall. La sua cucina è perfezione allo stato puro, ricerca e audacia.

taste of milano 2018

Concetti che ritroviamo nel suo primo piatto, la “focaccia con brasato di vitello, cavolo rosso e zaziki“. La rivoluzione della focaccia, con uno strato croccante che accoglie il deciso brasato di vitello, alleggerito nella sua irriverenza dal cavolo rosso.

taste of milano 2018

Berton è sempre molto disponibile e ci ha proposto di gustare anche la sua “lasagna di crostacei”. Un sottile velo di lasagna che nasconde il ragù di gamberi, zafferano e prezzemolo. Fantasia di colori alla vista che richiama fantastici sapori al palato, delicati e in perfetta armonia tra di loro.

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Lo scorso anno, lo chef Berton ci stupì con il gelato al polline, quest’anno ci ha letteralmente conquistato con il “mojito frozen”. Granita al lime e menta, gelato al rum (!!!) e caramello salato. Non credo esista un aggettivo per dire quanto sia buono questo dessert…

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IL LIBERTY (& OTTO, BOTTEGA E CUCINA)

Andrea Provenzani è uno chef a cui saremo sempre molto affezionati. Ogni Taste proviamo i suoi piatti e adoriamo la sua idea di cucina, che si basa tanto su ricette tradizionali splendidamente rivisitate. Quando lo scorso anno siamo stati al ristorante, abbiamo pranzato divinamente e non vedevamo l’ora di provare nuovamente i suoi cappelletti, ma…erano SOLD OUT!

Come si dice, si chiude una porta e si apre un portone. Il bello del Taste è la scoperta di nuovi posti e nuove interpretazioni della cucina e non si rimane mai a bocca vuota. Eccezionalmente, il Liberty ha collaborato con OTTO, ristorante di Novate Milanese dal concept fantastico, social kitchen che guarda all’Estremo Oriente usando prodotti della cascina di proprietà dell’agri-chef Lorenzo Lavezzari.

Ci hanno consigliato di prendere i goto udon…mai consiglio fu più apprezzato. Udon con gamberi rossi di Mazara del Vallo crudi, pesto di shiso (basilico giapponese), edamame, wasabi fresco, erba cipollina, semi di sesamo e brodo di uova di pesce volante.

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Un piatto spaziale!!! Gli udono vengono serviti a freddo e l’insieme dei sapori è stellare, i gamberi il brodo, il pesto sono componenti magnifiche che rendono unici questi udon!  Complimenti meritatissimi per uno dei piatti che più ci ha stregato dell’intera manifestazione. Andremo molto presto a provare OTTO, statene certi.

Non potevamo restare senza piatti di Provenzani però. Il “rostin negheé, lombatina di vitello rosa al grue di cacao, fondo di vitello al Marsala, peperone crusco e nduja” è stata un scelta suprema. L’arrosto annegato è un piatto tipico della cucina milanese, che lo chef ha presentato in una veste più elaborata, allungando il fondo di vitello col Marsala, aggiungendo una componente croccantina come il peperone crusco, e dandogli un vivace sprint con l’nduja. Non c’è bisogno di dire che abbiamo adorato questo piatto!

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MAIO

Maio Restaurant ha probabilmente la vista più spettacolare di Milano: direttamente sulle guglie del Duomo. Non conoscevamo la cucina dello chef Luca Seveso prima del Taste, ma abbiamo subito rimediato con una doppietta di piatti spettacolari.

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Pastrami revolution: punta di garronese cotta 72 ore, toma in tempura, zucca fermentata e bagnet” . Alla vista è tanto, tanto simile all’immaginario classico dell’hamburger. All’assaggio va oltre qualsiasi hamburger mai cucinato o provato. Sublime insieme di prodotti piemontesi, in un valzer tra sapori decisi, sapidi e acidi tutti uniti insieme.

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Non da meno è il dolce, goloso come piace a noi, ma perfettamente bilanciato nelle sue componenti. “Nocciola 2.0.: bignole croccanti, crema di nocciole piemontesi, cioccolato affumicato“. Altro forte richiamo al Piemonte e ai suoi ottimi prodotti. Semplicemente di queste bignole ne avremmo mangiate almeno 10!!

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GONG

Proseguiamo sulla via della Seta della dolcezza. Ci spostiamo da Gong, ristorante di ispirazione orientale tra i più eleganti del capoluogo lombardo. Il dolce proposto dal duo Keisuke Koga – Guglielmo Paolucci è “oriente tricolore“: una suprema di fragole e bacche di goji, cremoso al sudachi e spugna al tè matcha

Appena l’abbiamo assaggiato siamo rimasti estasiati. Il sudachi è un agrume giapponese dal sapore delicato, insieme alla suprema di fragole è molto fresco e piacevole al gusto. La spugna, altro non è che una specie di pan di spagna. Prestazione magnifica per un piatto sorprendente.

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SADLER

Chiudiamo il nostro Taste da uno degli chef più simpatici del panorama milanese. Claudio Sadler è un grande maestro e abbiamo avuto modo di apprezzarne la sua cucina al giovane bistrot da lui curato, Chic and Quick. Per questo evento ha proposto “tappetino di rabarbaro e fragole, con semifreddo allo yogurt“.

Un dolce che potremmo definire semplice, perché sia il semifreddo allo yogurt, sia l’accoppiata fragole-rabarbaro ormai sono molte usate. Ma questo dolce dimostra come un grande chef possa utilizzare ingredienti comuni per creare un dessert stupefacente: una sfera perfetta al centro di un piatto che ricorda un sistema planetario. Questo pianeta allo yogurt, costellato da fragole e satelliti di meringa, fluttua su un tappetino al rabarbaro circondato da anelli di crema alle fragole.

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Ho sempre concluso questo articolo dandoci appuntamento al Taste invernale, poi, per un motivo o per l’altro non ci siamo mai andati. Quest’anno sto zitto e non dico niente, sia mai che sia la volta buona che andiamo.

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